Laser dermatologico

 

 

 

 

 

 

I laser chirurgici sono diventati un potente strumento ormai insostituibile nella pratica dermatologica.
Il fenomeno che è alla base delle applicazioni laser in Chirurgia è la conversione dell’energia in calore. A seconda della temperatura raggiunta in un certo volume, l’energia termica prodotta è in grado di coagulare, vaporizzare o ablare un tessuto.
Grazie all’affidabilità e alla ripetibilità delle prestazioni, l’atto chirurgico risulta semplice, mantenendo in ogni momento il completo controllo della profondità di vaporizzazione per poter effettuare delicate e precise ablazioni superficiali di numerose lesioni dermatologiche.
La gestione sempre più raffinata degli impulsi consente infatti di ottimizzare la cessione di calore al tessuto, minimizzando gli effetti collaterali precursori di esiti indesiderati (cicatrici e discromie), e risparmiando le zone contigue perilesionali per garantire così un rapido e ottimale processo di riepitelizzazione.

Come funziona
L’interazione tra la radiazione elettromagnetica emessa da un laser e i tessuti biologici è determinata dai processi fisici che regolano lo scambio di energia tra l’onda e il substrato, e dalla risposta biologica del tessuto che è stato colpito.

Il fenomeno che è alla base delle applicazioni laser in Chirurgia è la conversione dell’energia elettromagnetica in calore: a seconda della temperatura raggiunta in un certo volume, l’energia termica prodotta è in grado di coagulare, vaporizzare o ablare.
Se la fluenza è sufficientemente elevata (al di sopra di una soglia minima chiamata soglia di ablazione), il calore viene principalmente speso per ablare o vaporizzare il tessuto colpito, poi, più lentamente, comincia a diffondere verso le zone sottostanti.
Per un corretto uso dei laser chirurgici bisogna tener presente che il minor danno termico si ottiene con potenze più elevate e con impulsi laser di ampiezza molto breve.
Questa è la teoria della Fototermolisi Selettiva secondo la quale, selezionando correttamente la lunghezza d’onda del laser, la fluenza e la durata dell’impulso, si può distruggere il bersaglio voluto senza danni ai tessuti circostanti.

E’ noto che l’acqua rappresenta il principale componente della cute (circa il 77% del suo volume) e perciò riveste un ruolo fondamentale nell’interazione laser-tessuto soprattutto in Dermatologia.
Per questo motivo assumono una particolare importanza i laser, come CO2 (10,6 µm) ed Er:YAG (2,94 µm), che emettono nella regione dello spettro del lontano infrarosso dove è prevalente l’assorbimento da parte delle molecole di acqua. L’elevato assorbimento da parte dell’acqua spiega la ridotta profondità di penetrazione sia per il laser a CO2 che per il laser a Er:YAG.

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